Karin Yamamoto, artista giapponese attiva a New York, ha studiato Visual Arts alla SUNY Purchase e ha esposto in centri culturali internazionali. La sua ricerca nasce dal desiderio di confrontarsi con l’arte occidentale, in particolare con l’anatomia e la plastica dei maestri italiani del Novecento. Il suo immaginario, popolato da figure femminili mitiche e fantastiche, costruisce ponti tra Oriente e Occidente, intrecciando materiali contemporanei come resina e plexiglas. Fortemente influenzata dalla scienza e dalla matematica, Yamamoto esplora sia l’armonia che la fragilità del mondo naturale e psicologico. Le sue opere sono narrazioni cosmiche che interrogano l’uomo di fronte al mistero, come nel caso di Phytoncide, opera vincitrice e simbolica che riflette la relazione tra natura e individuo. La sua estetica è insieme rigorosa e poetica, capace di suscitare interrogativi profondi sulla condizione umana.Showcase nel 2024.
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